Tradizioni

Altamura, tuffo nel passato con “Federicus”

Negli anni passati, di questi tempi, sarebbe stato facile essere catapultati nel Medioevo, avendo la possibilità di imbattersi per strada con cavalieri, giocolieri e persino con l’imperatore in persona, Federico II di Svevia. Sarebbe bastato, infatti, recarsi ad Altamura per essere travolti da una scia di colori, spettacoli, musiche provenienti dal passato. Sto parlando di “Federicus”, festa medievale organizzata dall’associazione “Fortis Murgia”, che per il secondo anno consecutivo è stata rinviata, a causa dell’emergenza pandemica.

Otto sono state le edizioni, di grande successo, della manifestazione. Per un festival che ha richiamato negli anni, ad Altamura, migliaia e migliaia di persone.

Grandi folle di turisti hanno infatti sempre popolato il borgo antico, cuore pulsante dell’evento, adibito a festa. Bandiere esibite alle porte di ingresso pronte a far presagire il tuffo nel passato, riproduzioni fedeli degli abiti dei figuranti ma anche dei mercati e delle botteghe. E poi gli spettacoli: di falconeria, dei giullari, quello in onore dell’imperatore. E ancora, gare e giochi, i cortei e le musiche, proprie del tempo.

La città murgiana è legata a Federico II da una leggenda che narra come l’imperatore, di passaggio dal centro e diretto a Bari per approdare verso la Terra Santa, avesse lasciato proprio ad Altamura dei soldati malati di malaria che guarirono grazie all’aria salutare del luogo. Per celebrare questa miracolosa ripresa, Federico II fece realizzare la Cattedrale. “In realtà – si legge nel sito ufficiale del grande evento – l’Imperatore volle far innalzare una chiesa per ottenere la benevolenza del Papa Gregorio IX, che lo aveva precedentemente scomunicato, in una città dalla posizione strategica verso Bari e all’interno dell’amata Puglia”.

La regione non è dunque solo cultura e buon cibo. Altamura è il classico e stupendo esempio dell’intreccio tra storia, leggende e tradizioni. Per una città che conserva ancora oggi le tracce visibili di un passato che prepotentemente riaffiora.